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La Costa Viola è situata nell’estremità sud occidentale della Calabria e si estende su una fascia costiera di circa 18 km. Comprende cinque comuni ricadenti all’interno della Città Metropolitana di Reggio Calabria: Palmi, Seminara, Bagnara, Scilla e Villa San Giovanni. A caratterizzare il territorio pendii e declivi che, dall’Aspromonte raggiungono il mare Tirreno con un’altitudine che varia da 0 a 500 metri. Area da sempre vocata alla coltivazione della vite e alla produzione di vino, con alcune zone dove insistono agrumi, uliveti e viti; queste ultime nel tempo, hanno conquistato territorio fino alle quote più elevate e sui pendii più scoscesi.

L’attività agricola – dapprima sviluppatasi ai margini del centro abitato in piccoli lembi di terra, dove le giaciture, in una regione generalmente impervia, ne permettevano lo svolgimento razionale – nel tempo è progredita a monte con le necessarie sistemazioni, strappando terreno alla macchia spontanea rigogliosa, al pascolo e al bosco. Tale dinamica si è mantenuta finché il contesto socio-economico, le strutture familiari, la disponibilità e il costo della manodopera l’hanno consentita.

La coltivazione della vite richiedeva, in particolare, complessi e onerosi interventi di sistemazione a terrazzo e di regimentazione idraulica, da condursi con l’impiego notevole di lavoro manuale, richiesto soprattutto per la realizzazione dei muri di contenimento a secco, dei canali per l’adduzione o lo smaltimento delle acque, delle scale e dei sentieri di penetrazione. Anche le operazioni colturali non potevano che svolgersi manualmente. La vendemmia risultava particolarmente faticosa poiché l’area dei terrazzamenti era inaccessibile ai carri: il trasporto dell’uva, collocata in ceste, avveniva a spalla. Pertanto la sistemazione terrazzata a vigna non poteva concepirsi se non con la presenza di una conduzione familiare del fondo, che consentiva, grazie alla numerosa composizione del nucleo familiare, di capitalizzare la manodopera disponibile. Nella vendemmia i componenti della famiglia intervenivano tutti e vi era un significativo apporto di manodopera femminile. Proprio nel trasporto dell’uva e di altri prodotti le donne locali davano un notevole contributo. Esse sono tuttora rinomate in tutta la regione per la eccezionale capacità di camminare portando in equilibrio sul capo ceste pesanti fino a 40 kg.
Oggi le cose non sono così tanto cambiate. Unico elemento di novità, il continuo e progressivo abbandono dei vigneti, non solo in zone non servite da strade ma anche, dove sono presenti collegamenti e servizi primari.